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L’APPORTO PEDAGOGICO CLINICO E DEL COUNSELING PER UNA EDUCAZIONE AL GESTO GRAFICO
Nella nostra scuola non si parla frequentemente di qualità del gesto grafico: spesso l’insegnante si preoccupa di dare degli indicatori in merito a come si scrivano le parole, si compongano le frasi, si scrivano dei testi, ma non pone altrettanta attenzione a cosa esprima il bambino attraverso la sua produzione scritta.
Il disegno del bambino è stato variamente indagato e se ne sono sottolineate sempre le valenze emozionali e cognitive, la stessa cosa (al passaggio nella scuola primaria) non si fa, in genere, con la parola scritta. Il gesto che si compie lasciando una traccia mantiene inalterata la valenza rivelatrice del nostro essere sia che si disegni liberamente sia che scriva.
Il nodo problematico è semmai, a mio parere, quali motivazioni sottendano l’atto dello scrivere e come queste vengano rispettate e sostenute. L’atto scrittorio è sia un atto legato al voler far parte della comunità “umana” alla quale si appartiene e alla quale ci si adegua (fatta di codici e regole precise e diverse per ogni comunità linguistica) sia la nostra personale storia di risposte affettive, relazionali, motorie e prassiche.
L’approccio della pedagogia clinica, in questo settore, vuole tener presenti tutti questi aspetti mettendo in luce la loro profonda integrazione. L’integrazione di cui sto parlando è un’integrazione non puramente funzionale, legata eslusivamente all’uso di tecniche, ma sostanziale, legata ad un atteggiamento di ascolto attivo di fronte a chi scrive. Si può recuperare l’originalità, l’unicità della scrittura infantile (ed insieme la sua correttezza formale) ponendoci in un rapporto empatico con il bambino che scrive, ”come se” le sue disposizioni nei confronti dello scrivere fossero le nostre, vedendo il suo mondo attraverso i suoi occhi e non attraverso i nostri.
L’atto scrittorio ha inoltre, una sua precisa connotazione comunicativa ed in quanto tale si contestualizza nella sua dimensione temporale e spaziale. In questo l’apporto del counseling di matrice pluralistica integrata può essere apprezzato perché ci sostiene nell’evidenziare questo dato fenomenologico che è di vitale importanza per arrivare a capire soprattutto le varie “deviazioni dallo standard della normalità” nell’esecuzione scrittoria.
- Dott.ssa Elisabetta Fondi -
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